venerdì 18 luglio 2014

TORINO – taccuini di viaggio

Signore e signori oggi si celebra il grande ritorno, perché finalmente riprendo a scrivere per il mio blog. Urraaa!! Povero e abbandonato a sé stesso... Per farlo ho deciso di parlarvi di Torino, una città che ho visitato in dolce compagnia a capodanno 2013/14 e che mi ha veramente stupito.

Torino - vista dall'alto

Ecco a voi le cose che ho visto e le mie impressioni! Buon divertimento con i miei nuovissimi taccuini di viaggio ;)

ARGOMENTI
  1. Torino - Introduzione 
  2. Piazza Castello
  3. Il Duomo di San Giovanni
  4. La Mole Antonelliana
  5. Il Museo delle Antichità Egizie
  6. Il GAM
  7. Il Museo dell’Automobile

Torino - Introduzione

Raggiungere Torino è cosa assai semplice. Per chi come me proviene dal Nord, basta arrivare a Verona e prendere uno dei tanti treni diretti che portano nel capoluogo piemontese. La città si presenta subito con il suo stile elegante e signorile ma al contempo sobrio e pacato. Al centro informazioni, di fronte alla stazione centrale, compro per me e per la mia dolce metà un biglietto per tre giorni, grazie al quale viaggiamo su tutti i mezzi di trasporto e abbiamo l’ingresso a costo ridotto o gratuito nella maggior parte dei musei. Si chiama “Torino+Piemonte Card”; ve la consiglio! Si risparmia parecchio.

Arriviamo in città nel primo pomeriggio, qualche giorno prima del capodanno 2013/14. Dopo aver lasciato le valigie in hotel, partiamo subito per una prima esplorazione.

L’ambiente si presenta molto eterogeneo con una zona del tutto pianeggiante, un’altra collinare e un’altra ancora che raggiunge le straordinarie vette alpine. La città è attraversata dal fiume Po che con i suoi ponti sa regalare vedute suggestive, magiche ed emozionanti.

Il fiume Po a Torino

Quella che fu la prima capitale d’Italia è oggi una città ricca di musei e bellezze storico artistiche da vedere. Qui passato e modernità vanno di pari passo, proponendo ai visitatori un ambiente eterogeneo e sempre interessante.

Torino ai miei occhi è parsa una città molto giovanile e dinamica. Ogni sera diversi locali offrono la possibilità di fare l’apericena: dalle tartine alla pasta, sorseggiando un gustoso aperitivo. I negozi, aperti fino a tarda sera, sono un’ottima compagnia per chi come me ama fare shopping ed esplorare il centro storico.

Turismo Torino e Provincia
Uffici e Sede legale:
Via Maria Vittoria 19
10123 Torino, Italia
tel. +39.011.8185011 fax +39.011.883426

Piazza Castello, Torino

Piazza Castello è il punto in cui confluiscono le più grandi arterie della città, quali Via Roma, Via Pietro Micca, Via Po e Via Garibaldi. Essa rappresenta il fulcro dal punto di vista storico e culturale, proprio qui si affacciano alcuni dei palazzi storici più importanti: Palazzo Reale e Palazzo Madama. 

Piazza Castello fu progettata originariamente da Ascanio Vitozzi (1584) ma nel corso delle epoche la struttura urbanistica ha cambiato volto più volte. Tuttavia il suo valore storico è stato sempre d’importanza fondamentale; i Savoia erano soliti affacciarsi sulla piazza dai palazzi circostanti durante le ostensioni della Sacra Sindone. Gli stessi palazzi rischiarono di essere distrutti durante l’epoca napoleonica. Fortunatamente Napoleone considerò folle il progetto di riqualificazione della piazza proposto da alcuni consiglieri e i palazzi sopravvissero alla distruzione. 

Oggi Piazza Castello è quasi completamente pedonale, proprio qui è stato costruito un intero settore che è stato occupato dai XX Giochi Olimpici Invernali e dai IX Giochi Paraolimpici Invernali. Non è un caso se la piazza è stata soprannominata Medals Plaza, la Piazza delle Medaglie

Fu lo stesso Vitozzi che progettò inoltre alcuni portici monumentali. Quelli di via Garibaldi derivano proprio dai sui disegni; gli altri, quelli sui lati di via Po e il Giardino Reale risalgono invece a Carlo Emanuele III di Savoia.


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Il Duomo di San Giovanni a Torino

Non stupisce per la sua bellezza e non invoglia il visitatore ad entrarvi; tuttavia il Duomo di San Giovanni merita una visita per il solo fatto di conservare al suo interno la Sacra Sindone.

Sacra Sindone

La foto è stata scattata nella cripta della chiesa del SS. Sudario

La facciata esterna si presenta in marmo bianco ed è affiancata sul lato sinistro dalla torre campanaria, il cui stile è prettamente romanico. L’ambiente interno ha un’atmosfera seria e solenne ed è suddiviso in tre navate. Ai lati alcune cappelle decorano la struttura. 

La Sacra Sindone si trova all’interno di una teca, presso la Tribuna Reale, sin dal 1998. Per chi volesse ricevere approfondimenti a riguardo può recarsi presso il Museo della Sacra Sindone, in via S. Domenico nr. 28. Qui la visita inizia con un breve video che propone un interessante approfondimento sulla lettura del telo sacro. Al suo interno inoltre si trova la teca in argento e pietre dure che ha conservato la Sacra Sindone fino al 1998.

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La Mole Antonelliana - Torino

Mole Antonelliana a Torino
Si chiama Mole perché un tempo era l’edificio in muratura più alto del mondo (167,5 metri) progettato da Alessandro Antonelli il quale, in corso d’opera, sperimentò una costruzione del tutto innovativa ed originale (fine del 1800). Purtroppo il primato di mole venne a mancare nel 1953, quando crollò la guglia originaria.

La Mole Antonelliana (così chiamata in onore del suo architetto) è una singolare opera architettonica costruita a Torino tra gli anni 1863 – 1889. La struttura è stata rinforzata nel 900 con cemento armato e travi in acciaio.

Inizialmente l’edificio era destinato alla comunità ebraica di Torino che acquistò il terreno e avviò i lavori per la costruzione di un tempio. Tuttavia l’incarico fu affidato all’architetto Alessandro Antonelli, il quale progettò una struttura di ben 113 metri di altezza. La comunità ebraica, contraria all’idea di un edificio così elevato e per mancanza di fondi, fece completare l’opera provvisoriamente ad un’altezza di 70 metri.

Nulla di grave se non fosse che la Mole cominciò ben presto a soffrire di problemi strutturali: la base era fin troppo piccola per sostenere il peso di un edificio così alto. Fu lo stesso Antonelli a concepire fin da subito un sistema di rinforzo. La comunità ebraica, già poco soddisfatta dell’edificio e vedendosi costretta a interventi onerosi e continuativi, avviò una trattativa con il comune di Torino per barattare l’edificio in cambio di un terreno nel quartiere San Salvario, dove oggi sorge la Sinagoga. Fu quindi il comune stesso a dover provvedere economicamente ai lavori di completamento della Mole, la quale fu dedicata al Re d’Italia, Vittorio Emanuele II.

I lavori ripresero nel 1873; Antonelli, ispirandosi ad una sua precedente costruzione, la Basilica di San Gaudenzio a Novara, portò la mole prima a un’altezza di 146 metri e poi a 163,35. Ponendo inoltre in cima alla cupola la statua del genio alato, la mole raggiunse i 167,5 metri di altezza. Purtroppo Antonelli non riuscì mai a vedere completato l’edificio, egli morì nel 1888. A completare i lavori ci pensò il figlio, Costanzo Antonelli. L’inaugurazione avvenne l’anno successivo, con la posa del genio alato.

Gli interni della mole furono decorati dall’architetto Annibale Rigotti tra il 1905 e il 1908. Il 900 fu per la mole un secolo ancor più difficile del precedente; tra le varie vicende è certamente da menzionare il crollo del genio alato a causa di un violento nubifragio (1904) e l’evento del 1953, quando a causa di una tromba d’aria la guglia si spezzò. Per questi e per molteplici altri problemi strutturali vennero avviati negli anni ’60 alcuni lavori di rinforzo. Molti di questi prevedevano un’armatura metallica, rivestita in pietra, motivo per il quale la mole perse il primato di edificio realizzato esclusivamente in muratura.

Oggi la Mole Antonelliana è sede del Museo Nazionale del Cinema. Dal luglio 2000 un ascensore panoramico conduce i visitatori a 85 metri di altezza, da dove si scorge una visuale sulla città di Torino davvero incantevole. Risale invece al 1998 l’illuminazione esterna alla mole. Si tratta di un’istallazione di Mario Merz intitolata Il volo dei numeri, che mostra la serie matematica numerica di Fibonacci.

Mole Antonelliana
Via Montebello 20,
10123 Torino
tel. +39 011 8129 061

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Il Museo delle Antichità Egizie a Torino

La strada per Menfi e Tebe passa da Torino” è quanto scrisse Jean-François Champollion, decifratore di geroglifici egizi che giunse a Torino nel 1824 per studiare i reperti archeologici ivi raccolti.

Il Museo Egizio di Torino (o più propriamente Museo delle Antichità Egizie) fu fondato nel 1824 per raccogliere i reperti archeologici donati alla città da parte di appassionati viaggiatori e collezionisti, che erano soliti recarsi in Egitto all’inizio dell’800. Era l’epoca delle campagne napoleoniche e in Europa ci fu una vera e propria moda per il collezionismo delle antichità egizie. A tali reperti si aggiunsero in seguito alcuni ritrovamenti effettuati dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935. Le leggi dell’epoca prevedevano infatti che i ritrovamenti in Egitto spettassero di regola alle missioni archeologiche; oggi ogni ritrovamento rimane in Egitto.

Il Museo Egizio di Torino è il secondo museo più grande al mondo dedicato interamente a reperti archeologici egizi; il primo è quello del Cairo. Al suo interno si trovano circa 30.000 pezzi risalenti al periodo che va dal paleolitico all’epoca copta (periodo in cui nasce la Chiesa Ortodossa Copta, particolarmente diffusa in Egitto, Etiopia ed Eritrea). Fra le opere più importanti è sicuramente da menzionare la tomba di Kha e Merit, il cosiddetto Papiro di Torino (un documento antichissimo che riporta l’elenco dei sovrani succedutesi nel corso delle epoche), le statue delle dee Iside e Sekhmet, il Papiro delle Miniere d’Oro e numerosi altri.

Museo Egizio
V. Accademia delle Scienze, 6
10123 Torino
tel. 011 561 7776 - fax 011 562 3157
www.museoegizio.it

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GAM Torino – Galleria d’arte moderna e contemporanea

Torino è stata la prima città italiana a proporre una raccolta di opere d’arte moderna. Queste si trovavano all’interno del Museo Civico aperto nel 1863. Nel 1895 tali opere furono trasferite in un altro edificio che era stato costruito qualche anno addietro per ospitare una mostra d’arte. Lo stesso fu distrutto durante il Secondo Conflitto Mondiale. Nello stesso posto fu edificato un nuovo museo, inaugurato nel 1959 e ristrutturato negli anni ’90. Dal 2003 il museo fa parte della Fondazione Torino Musei.

Il GAM si presenta con un ambiente moderno e arioso che offre ampio spazio per un’esposizione permanente e per diverse esposizioni temporanee. Oltre a ciò sono disponibili ambienti dedicati alle attività didattiche, una biblioteca d’arte e l’archivio fotografico.

Gli ultimi lavori di ristrutturazione risalgono al 1999 quando è stata allestita una sezione dedicata all’800 e una al 900. I visitatori hanno a disposizione un bookshop, una caffetteria e una videoteca.

Fra sculture, dipinti, installazioni e fotografie il GAM conta oltre 45.000 opere.

GAM – Galleria civica d’arte moderna e contemporanea
Via Magenta, 31
10128 Torino - Italy
tel centralino: +39 011 4429518
tel segreteria: +39 011 4429595
fax: +39 011 4429550

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